Hallowe’en e le Notti dei Morti
Da anni, ormai, la vigilia di Ognissanti, “All Hallows Eve”, viene celebrata come Hallowe’en dai bambini di tutto il mondo come dai loro coetanei anglosassoni.
Per chi fotografa e studia eventi e tradizioni, è bizzarro trovare tanto attaccamento ad usanze estranee le cui uniche radici apparenti sono nell’intrattenimento di massa e nella commercializzazione. Il desiderio di partecipare ad una “realtà” fittizia, ma quotidiana, sostituisce la consuetudine di seguire le usanze della propria terra.
Ma ancora più bizzarro è riscoprire, nelle radici delle tradizioni mediterranee, le credenze comuni ai popoli celtici all’origine della festa. E la stagione dei morti, il periodo dell’anno in cui le giornate si accorciano, e nelle lunghe notti le anime in pena possono aggirarsi tra i vivi, che offrono loro doni rituali, suggestiona i bambini del 21° secolo come i loro nonni, e come la Chiesa, che istituì la festa dei morti nel primo giorno di quella stagione che finisce con l’Epifania, “che tutti i morti si porta via”.

