Buon Natale 2008…
Ed è arrivata anche quest’anno la festa… Quale festa?
Vecchi film, cartoline di carta o di pixel, e canzoncine sdolcinate raccontano di una festa in cui anche i cuori più duri si addolciscono, in cui tutti i bambini “buoni” ricevono un dono, anche i più poveri, e anche i problemi irrisolvibili vengono dimenticati almeno per una notte…
Ma in questo tempo di reality e guerre in diretta, la verità è sempre più nuda e anche questa favola per adulti, alibi per 364 giorni di avidità ed egoismo, è stata aggiornata per quello che è davvero: la celebrazione della nascita di un bambino rifiutato da tutti, di porte sbattute in faccia ad una donna incinta e al marito immigrato, di un neonato messo al mondo tra paglia e letame, curato solo da pecorari e riscaldato da animali…
E quindi a Natale si appendono insulsi pupazzi di plastica alle finestre, si sparano botti e si accendono luci e alberi, per non farsi superare dai vicini, ci si abbuffa con i parenti e si dà la caccia al regalo e all’invito. Il traffico non è mai così convulso e cattivo, le commesse dei negozi maltrattate e scortesi, i bambini sgridati ed oppressi. Il ragazzino che suona per strada per qualche monetina indossa un lurido cappellino rosso con un fiocco bianco, ma questo non lo salva dal disprezzo generale: è una nota stonata che rovina “lo spirito del natale”. In un angolino del presepe, restano ancora le statuine di una famiglia ospite in una terra straniera, sotto gli sguardi rassegnati di animali, che nessun bambino oggi vede dal vivo, e di angeli biondi con occhi azzurri.
Anche quest’anno, buon natale, e buona digestione a tutti!
