Archive for Gennaio, 2009

Racconti d’Inverno

I Faggi delle StregheUn bosco è sempre un luogo inquietante, le sensazioni di essere in uno spazio aperto e al tempo stesso nascosti, di un luogo con visibilità limitata ma aperto e sconfinato confondono e allarmano i sensi.
Ma d’Inverno, quando la notte è più lunga del giorno, la natura è silenziosa e gli alberi sembrano morti, nel bosco strane paure formicolano sotto la pelle, e ricordi di storie raccontate e immaginate affiorano nella memoria.
E subito ritorna quella sensazione, comune in mare aperto, o nella natura incontaminata, o in presenza di predatori, di essere giunti, senza possibilità di ripensamenti, al margine di un territorio inesplorato, che non è più solo un bosco d’Inverno, o solo la cantina dei nonni.

Screensaver

Immagini dallo screensaver DIGISEA 2008Cosa resta di un anno?

Ogni immagine catturata racconta una storia, di un lavoro studiato e completato, di committenti da comprendere e (speriamo)  da soddisfare, di un attimo colto al volo o di una composizione costruita con cura.

Il 2008 resterà l’anno del cambiamento, dell’attività che passa dal semplice servizio foto video alla consulenza d’immagine, la capacità di coprire ogni aspetto della presentazione per immagini del cliente o dell’evento.

La copertura della ricostruzione del gozzo a vela latina “S. Maria del Lauro”, le video ricette degli chef,  video e foto pubblicitari di destinazioni turistiche, hanno offerto occasioni di crescita e di sperimentazione, di errori, ripensamenti, scelte e soddisfazioni.

Le immagini, con le suggestioni che ispirano, sono quello che resta dello sguardo su un anno, e condividerle offre nuovi punti di partenza, nuove idee per i lavori migliori: i prossimi.

L’arte del Presepe

Presepe NapoletanoLe tradizioni, in particolare le tradizioni natalizie, hanno a lungo ingessato abitudini e comportamenti. Rifiutare le tradizioni imposte è stata la bandiera di autoaffermazione di generazioni. Ma spezzata l’ingessatura,  la riscoperta delle proprie radici diventa una scelta, e la riscoperta della tradizione ne rinnova l’essenza e la continuità.

A Napoli la tradizione natalizia per eccellenza è il presepe, presente in ogni casa dal XIX secolo.
Il presepe popolare, con le sue figurine di terracotta dipinta, è derivato dal presepe dei nobili, quello delle statue sacre in miniatura, dagli abiti veri. Qui la scena della natività finisce per essere un pretesto per rappresentare uno spaccato della Napoli della prima metà del ‘700, “fotografata” nel momento storico del regno di Carlo III, punto di svolta per il “Reame” dopo secoli di abbandono e malgoverno. I nobili vengono rappresentati con le vesti sfarzose dell’epoca, circondati dai popolani, dediti alle loro occupazioni caratteristiche.Ma come nell’arte caravaggesca di un secolo prima, questi diventano i veri protagonisti nel teatrino domestico del presepe a Napoli, che nella sua teatralità quotidiana è rimasta la polis ellenica che era.

Giuseppe Ercolano, con un diploma di perito elettrotecnico in tasca, ha cercato le origini dei pastori e dei presepi che aiutava a costruire fin da bambino. Scoprendo la storia della tradizione, Giuseppe è diventato quasi senza accorgersene un artigiano prima apprezzato, poi ricercato, e ora famoso.

Dal 14 dicembre all’11 gennaio 2009, alla Chiesa dell’Addolorata di Sorrento, tra stucchi e tele settecentesche da cui sembrano usciti, i suoi pastori sono in mostra, in un’esposizione che sembra un presepe scomposto nelle sue scene principali. In ciascuna di esse, il singolo pezzo è esposto da solo, lasciando alla fantasia del visitatore la libertà di posizionarlo nella scena d’insieme.

La fantasia, la libertà di crearsi la propria visione della tradizione natalizia, è da sempre il dono che i napoletani si fanno col presepe a Natale, e la mostra di Giuseppe Ercolano è il dono di chi ha saputo non solo perpetuare la tradizione, ma arricchirla.