Viaggio nella Storia
Ad ogni tesoro dal passato, dissepolto o restituito dal mare, il primo pensiero è sempre una domanda: perchè?
Perchè ricompare adesso, perchè viene notato da un passante o un contadino, e non dai ricercatori più tenaci, cos’era, cosa ha significato per persone come noi di cui non resta neanche il ricordo?
E soprattutto, perchè viene considerato prezioso?
Perchè è “bello”? Ma oggetti di uso comune, o addirittura scritture, oggi vengono considerati espressioni artistiche. La domanda si sposta di un rigo, ma non riceve risposta. O perchè “La Storia è Maestra di Vita?” Se questa non fosse solo una delle illusioni di Cicerone, allora in quasi 5000 anni di Storia registrata saremmo stati dei miseri studiosi…
Ma forse la risposta è nei frammenti di marmo, di città, di vita comune: perché ciascuno è un frammento di puzzle, che ci aiuta a capire come eravamo, e soprattutto perché siamo diventati così.
E’ impossibile capire Picasso senza vedere Van Gogh, non si può comprendere la geografia della Francia senza conoscere Napoleone, ed è difficile immaginare il pensiero di Napoleone senza Cesare, o Annibale, o Alessandro.
Guardiamo indietro perché non vediamo avanti: la paura di chiudere gli occhi e addormentarsi senza sapere cosa ci sarà dopo il buio, che fa desiderare una storia, “di tanto tempo fa”, che ci permetta di sognare il futuro come la continuazione del passato.
Ogni Storia, ogni frammento del passato, è un tesoro, perchè è un frammento di noi stessi, e una proiezione nel presente di chi è passato prima di noi.
