Il grido delle tartarughe
Il mare e le sue creature sono, stando a quello che si dice, tra gli elementi più amati e sognati da tutti.
Le tartarughe marine colpiscono l’immaginario collettivo come gli orsi di peluche: tutti le amano, desiderano vederle, accarezzarle, nuotare con loro, solo i cetacei sono più in alto nella classifica dell’affetto verso gli animali marini.
Eppure, pochi animali sono più minacciati e perseguitati delle tartarughe, e la beffa è che la persecuzione non è volontaria, come quella degli “squali”, ma indiretta.
Ami destinati a tonni e pesci pregiati, reti a strascico, derivanti o da posta, sacchetti di plastica, eliche, infezioni dovute a scarichi inquinanti fanno strage dei rettili più amati del mondo.
La professionalità e l’assiduità dei centri dove chirurghi e biologi operano gli animali feriti non sarebbe sufficiente a salvare quelle poche tartarughe ritrovate ancora vive, se non ci fosse la collaborazione dei pescatori, dei diportisti, dei semplici bagnanti, e dei volontari che raccolgono gli esemplari e li trasportano ai centri di recupero.
La rete Tartanet è costituita da volontari che si incaricano di sensibilizzare la gente del posto, cominciando dalle scuole e dalla gente di mare, oltre che di collaborare nel modo migliore con i centri specializzati come la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli .
Un centro Tartanet è a Massa Lubrense, ospite dell’”Area Marina Protetta ‘Punta Campanella’ “, chi ha la “fortuna” di trovare una tartaruga marina in difficoltà può fare qualcosa, chiamando i numeri 3349915046 o il numero verde nazionale 800904841
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