Ogni riva è un confine…
Ogni confine è un limite, ogni limite è un traguardo o una sfida. Per ogni frontiera raggiunta, per ogni luogo sconosciuto che è finalmente esplorato, un altro scompare ed è dimenticato, forse vicino ed irraggiungibile come dietro l’angolo.

I confini sono dentro di noi, di ognuno di noi: esplorarli, raccontarli, significa capire persone diverse, per imparare a conoscere noi stessi.

RACCONTI

 

 

Storie di PresepiStorie di Presepi

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Un relitto d'aereo in Costiera AmalfitanaUn relitto d’aereo in Costiera Amalfitana

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I Faggi delle Streghe
I Faggi delle Streghe

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La tomba degli appestatiLa tomba degli appestati

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I muri di Sarajevo

I muri di Sarajevo

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ESPOSIZIONI

Seyâhatnâme

In un mondo in cui viaggiano tutti, diventa difficile non essere “turista”. Spostarsi, conoscendo in anticipo le destinazioni, ma se non si trova quello che ci si aspettava, considerare il viaggio un insuccesso.

Essere viaggiatori al di fuori di queste regole è insolito, oggi, ed è insolito raccontare le sorprese di un viaggio.
Evliya Çelebi descrisse i territori dell’Impero Ottomano raccontando non quello che aveva visto, ma quello che aveva sentito, riportando le sue impressioni, e ponendo particolare attenzione alle lingue dei popoli incontrati. Raccontò i viaggi attraverso i modi di raccontare dei soggetti del racconto.

Con ventiquattro fotografie, divise in sette sezioni, ognuna intitolata come un’emozione del viaggiatore, ognuna in una lingua dei paesi visitati, ho provato a raccontare “il Viaggio”, un percorso della mente che si sposta alla ricerca delle differenze. Ogni sezione è raccontata con appunti scritti a mano su una moleskine, il quaderno di viaggio.

Siamo turisti quando cambiamo il mondo intorno a noi senza cambiare noi stessi. Possiamo diventare viaggiatori quando, confrontandoci con le diversità, cambiamo non ciò che vediamo, ma come lo vediamo.

“Seyâhatnâme”, il racconto di viaggio.